IL PORTO SENZA GIOIA, di Aldo Libri

il porto senza gioiaSolitamente, quando si incontra un autore, la prima domanda che esce fuori è “ Come mai hai pensato di scrivere questo libro?”

Dopo aver letto “Il porto senza gioia “, avevo già la risposta a questa domanda !!
Aldo Libri mette tutte le sue emozioni e tutto il suo rammarico in questo libro , raccontando gli anni difficili in cui nasce l ‘ idea stessa di “porto di Gioia Tauro “ , e lo fa non da sindacalista ma da uomo , uomo che spera – come molti – che questo porto rappresenti rinascita della piana e della Calabria tutta.
Ed è proprio questa sua speranza che lo porta a combattere contro quella realtà che alcuni di noi conoscono per sentito dire , mentre altri purtroppo per il fatto di viverla.
Dalle prime righe si capisce subito che non si tratta di un diario, di un “ qui racconto cosa ho fatto “ , ma del vissuto di Aldo Libri, un uomo e un sindacalista che mette su carta tutti i suoi timori, le vittorie, le gioie, le sconfitte e i suoi “bruciori di stomaco“, una tempesta di stati d’animo affrontati mentre lavorava in una zona definita – allora ed anche oggi – difficile: La piana di Gioia Tauro, troppo spesso scenario di vicende poco positive.
Ma lui , Aldo, insieme ad altri uomini “puliti” come lui, che siano sindaci o semplici amici, riesce ad imporsi in un sistema dove per cattiva consuetudine – anche da parte di chi critica il sistema – ci si ritrova a chiedere favori al “compare di turno “
L’autore racconta i preparativi per la costruzione del porto di Gioia Tauro, porto che avrebbe dovuto dare GIOIA ad una realtà difficile ed essere un trampolino di lancio per una Calabria che vedeva , allora come oggi , andare via i propri giovani per cercare lavoro.
Il libro racconta le vicende di uomini che si sono schierati apertamente contro le raccomandazioni, che hanno subito minacce, ma mai hanno mollato .
L’autore definisce il porto di Gioia Tauro “ IL PORTO SENZA GIOIA “ perché rivedendolo ora, dopo tutti gli sforzi fatti da lui e dai suoi amici/colleghi, lo vede morto, in perenne attesa di fare quello per cui era stato creato.
Ma questo porto senza gioia ha anche qualche piccolo merito: riportando in Calabria, ai tempi della sua costruzione, la ditta dove lavorava mio padre, ha regalato un po’ di GIOIA a me bambina (e allora ignara di tante cose) riportando a casa papà…

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