TOMMASO CAMPANELLA – LA CITTA’ DEL SOLE, a cura di Francesco Idotta

tommaso campanella“In certe epoche, le parole dei padri sembra non abbiano più forza […]. In queste epoche buie la Filosofia ha sempre svolto un ruolo vitale”.

Con queste parole Francesco Idotta , nella sua Introduzione a LA CITTA’ DEL SOLE, spiega il suo concetto di Filosofia, fa comprendere fin da subito quale sia la chiave di lettura da utilizzare per approcciarsi al trattato filosofico di T. Campanella.
Idotta, professore di filosofia e scrittore, ha ben pensato di tradurre questo importante scritto di Campanella, rendendolo fruibile a tutti, in un momento storico in cui le parole del frate appaiono più attuali che mai.
Accostandosi alla lettura del trattato, sin dall’Introduzione si riesce a cogliere il cuore del pensiero che ha portato il frate a scrivere quest’opera mirabile.
I Solari, saggi e guerrieri, capiscono che la cultura è la chiave di lettura del mondo. Ogni scienza, ogni materia deve essere studiata sin da bambini, proprio per comprendere, al raggiungimento dell’età matura, quale siano le attitudini di ognuno e specializzarsi in quella.
Anche il rapporto di coppia è concepito dai Solari in maniera del tutto fuori schema. Un po’ ambiguo a prima lettura, procedendo oltre, si può comprendere come per loro sia importante l’Amore. Questo è inteso come ideale da non legare al puro piacere. Si può scegliere la compagna ideale da amare, ma spesso può non coincidere con la compagna perfetta per procreare. Si nota quindi una netta differenziazione tra quello che è l’amore e quello che è il bisogno di piacere. Se si pensa che questa concezione è stata scritta da un frate, si può comprendere perché Tommaso Campanella sia stato oggetto di tante accuse di eresia, ma di fatto le sue teorie, le sue idee fanno comprendere quanto questi fosse avanti rispetto alle ideologie del suo tempo, anticipando di molto quello che è stato il pensiero illuminista.
Il modo in cui Idotta ha curato l’opera rende semplice e scorrevole la lettura. Scrive l’autore che i Solari sostenevano che “solo uno studioso, un intellettuale potrà realmente ben governare“. Il sogno di Campanella, continua Idotta, era “vedere un giorno una società libera e profondamente sostenuta dai pilastri della meritocrazia e della responsabilità individuale”, sogno che possiamo definire attuale.
Di sé Campanella diceva: “ Io venni a debellare tre mali estremi: tirannide, soprusi e ipocrisie”. Ed è con questa frase, in conclusione, che si può cogliere il senso della vita e dell’opera di Campanella in tutta la sua complessità.

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