Cartoline rock, guida imperfetta all’ascolto di centouno canzoni “definitive” della storia del rock, di Francesco Villari

“Esistono solo due generi di musica, quella buona e quella cattiva” (Duke Ellington) e “ci sono libri scritti bene o scritti male” (Oscar Wilde). Cartoline rock – Guida imperfetta all’ascolto di centouno canzoni “definitive” della storia del rock, di Francesco Villari, è un libro scritto bene, che parla di buona musica… E’ un libro che ti fa fare un tuffo nel passato perché tra le righe ti porta negli anni delle canzoni che descrive, ti fa rivedere te stesso davanti ad uno stereo con la musicassetta inserita dalla parte che registra aspettando “la tua canzone” per poterla “catturare” e creare la tua playlist… ti fa ricordare il rumore del nastro che si aggroviglia, tu che cerchi con una bic di riavvolgerlo piano piano sperando… E’ un libro che ti regala emozioni!

“Ho scritto questa “guida” per una serie di motivi, il più importante dei quali è che volevo semplicemente condividere delle emozioni. Poi mi sono ricordato che le emozioni sono troppo personali e legate a una quantità di aspetti impossibili da oggettivare. E allora, seppur a malincuore, mi sono messo in cattedra e ho fatto il dogmatico…”.

E tra emozioni e dogmi ne è venuto fuori un mix coinvolgente che “regala” i retroscena delle canzoni, che nel bene o nel male, che piacciano o no, fanno parte di noi… sono storia, sono la nostra storia… e poi ti “regala” la tua canzone…ti dà la possibilità di riflettere sul perché ti piace, perché l’ascolteresti all’infinito amandola come la prima volta… E’ un libro che fa ricordare, a noi giovani di ieri, cosa vuol dire “aspettare e ascoltare” e che, allo stesso tempo, lo spiega ai giovani di oggi che con la nuova tecnologia non ne conoscono il senso, con un linguaggio chiaro e senza troppi tecnicismi in modo da arrivare diretto e trasmettere a pieno la nostalgia di quella canzone… “ho fatto del mio meglio per renderlo partecipe di un’esperienza che non potrà mai vivere, a meno che, come me, non sia stato un carbonaro…”. Perciò, come ci augura Francesco, alla fine della Premessa “Confessioni di un carbonaro”…

Buon Ascolto!

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